L’invenzione del Podcast

Il primo decennio del 2000 ha visto proliferare nuove tecnologie di comunicazione digitale. Oggi possiamo guardare il nostro programma televisivo preferito su un palmare, leggere un quotidiano su un cellulare.

Tutto questo anche grazie all’invenzione del podcast, ovvero file audio o video messi a disposizione di chiunque voglia accedere al servizio tramite Internet. L’utente può accedere ai contenuti attraverso il suo personal computer domestico o su un dispositivo portatile, in qualsiasi momento lo desideri. L’emittente, o podcaster, crea sia una trasmissione sia un feed RSS che ne segnala la presenza e instrada l’utente verso il percorso necessario a scaricarla. L’utente usa un software aggregatore, che periodicamente controlla i feed RSS per verificare lo stato di aggiornamento, segnalando quali trasmissioni sono già state scaricate e procurando automaticamente quelle nuove.

Il termine “podcast” fu coniato nel 2004 dal giornalista Ben Hammersley, fondendo le parole “iPod” e “broadcast” (trasmissione). Sebbene spesso si indichi Christopher Lydon – ex giornalista del “New York Times” e conduttore radiofonico – come il creatore dei primi podcast, egli divide tale merito con molti informatici rimasti nell’ombra, tra cui Dave Winer, che miase a punto il sistema di feed RSS collegato al blog giornalistico di Lydon.

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